MUSEO DOCUMENTALE

La Torre dell’Orologio ospita dal 2001 il museo e l’archivio della Società Monte Amiata. In origine il corpo di fabbrica della Torre faceva parte degli edifici che contenevano i forni Cermak-Spirek, costruiti nel 1898 su progetto dell’ingegner boemo Vincenzo Spirek. La struttura attuale, dopo gli interventi di bonifica, corrisponde all’ingresso della fabbrica, illustra i sistemi  di escavazione del minerale e di estrazione del metallo, le fasi di lavoro,la vita quotidiana dei minatori, gli usi del mercurio nel tempo.

GLI USI DEL MERCURIO NEL TEMPO
LE DOCUMENTAZIONI E LE TESTIMONIANZE DEI LAVORATORI
LE SALE
ESPOSITIVE

La geologia (sala 1)

In questa sala è possibile ammirare la  collezione di minerali raccolta da Ugo Crida donata alla Società Monte Amiata negli anni ’50. L’analisi della struttura geologica della miniera descrive la composizione del sottosuolo e l’importanza del giacimento di cinabro dal quale si estraeva il mercurio, noto già 5.000 anni fa,come attestano le antiche Mazze delle Solforate, qui esposte, rinvenute negli scavi degli anni’70.

L’amiata e il mercurio (sala 2)

La sala ripercorre la storia del legame tra Abbadia e i giacimenti metalliferi. Il cinabro, già noto nel Neolitico, nel Medioevo veniva utilizzato come colorante, rimedio medicamentoso e elemento chiave nella pratica metallurgica dell’amalgama per ottenere metalli preziosi. Accanto alla rivoluzione scientifica, il mercurio, grazie ai suoi possibili impieghi, da prodotto alchemico diventa una risorsa industriale.

Storia di una miniera (sala 3)

Lo stabilimento minerario di Abbadia ha rappresentato un cambiamento economico e sociale ancora evidente. Il giacimento, scoperto da Enrico Serdini, fu inizialmente gestito da una società tedesca che ne detenne la proprietà fino all’inizio della Prima Guerra Mondiale, quando venne acquistata dal governo italiano. Dopo una fase dii grande sviluppo produttivo, nei primi anni ’60 si ebbe un progressivo declino che condusse alla definitiva dimissione dell’attività nel 1976.

Il ciclo produttivo (sala 4)

Attraverso disegni, oggetti personali e utensili sono qui rappresentate le diverse fasi di evoluzione tecnica del lavoro in miniera. Il ciclo produttivo si svolgeva in due fasi distinte: nel sottosuolo venivano scavate le gallerie per l’estrazione di rocce che, tramite pozzi e gallerie (scavate fino a 400 metri di profondità con una lunghezza complessiva di 36 km), venivano portate in superficie; a seconda fase avveniva quindi nell’impianto metallurgico, dove si provvedeva alla riduzione del cinabro in mercurio tramite appositi forni a cui erano associati condensatori e ventilatori.

La salute , la vita quotidiana e le lotte dei lavoratori (sala 5)

Il lavoro in miniera non era solamente faticoso, ma pericoloso per la possibilità di morte imminente dovuta ai crolli o all’uso dell’esplosivo e per le malattie che si potevano contrarre dalle inalazioni di fumi e polveri. La complessità del lavoro in galleria e la scarsa attenzione alle norme di sicurezza hanno determinato negli anni un elevato numero di infortuni. Il ritmo della miniera , scandito ancora oggi dal suono della corna, che richiamava al turno, caratterizzava ogni aspetto della vita quotidiana. Espressione del disagio e della coscienza dei lavoratori fu il movimento operaio nato ad Abbadia che, dai primi scioperi, portò all’occupazione della miniera nel 1959.