
Nel 1905 Friedrich Ammann, direttore della miniera aperta nel 1897, pensò di costruire un ospedale per i circa 700 operai, non solo per la cura degli infortuni ma anche per la cura delle malattie naturali. Viste le cattive situazioni igieniche delle sovraffollate case dei minatori pensò di dotarlo di una stanza anche per le donne partoriente. Nel 1914 fu autorizzata la sua apertura, all’inizio con la disponibilità di soli cinque letti. L’ospedale intitolato a Santa Barbara ebbe un regolamento, un medico chirurgo (il Dott. Arturo Manzella) e un consulente (il Prof. Dott. Porta Silvio). Tra i primissimi medici ci fu anche il Dott. Viti Alfredo. L’ospedale doveva fornire le cure ai soci della Società di Mutuo Soccorso, agli operai della miniera, alle famiglie dei soci della Società di Mutuo Soccorso, ma anche alla popolazione di Abbadia e degli altri comuni con tariffe a pagamento.
Per il progetto dell’ospedale Ammann incaricò l’ingegnere Dante Parenti che nel 1902, insieme all’ingegnere Alberto Facchini, aveva vinto un concorso del Ministero dell’Interno per un progetto di sanatorio tipo, ottenendo un premio di 5.000 lire. Il secondo premio era stato assegnato all’architetto Giovanni Tempioni e all’ingegnere Romolo Conti. L’ospedale di Abbadia ha la stessa tipologia a C dell’ospedale Caselli di Quarrata progettato nel 1903 da Giovanni Tempioni. Abbadia a fine Ottocento era un paese con una situazione igienico sanitaria pessima e l’ospedale non fu costruito da un ente pubblico. Esso rappresentò un presidio sanitario importante inquadrandosi nella politica del paternalismo industriale della società mineraria.
L’ospedale di Abbadia non nacque come luogo di cura delle malattie respiratorie dei minatori o come sanatorio, ed Ammann non pare pensasse all’inizio ai problemi dell’intossicazione da mercurio che colpirà molti operai dei forni e sui quali si incentreranno le prime indagini sanitarie tra cui quella del 1908. La testimonianza di Suor Gemma del 1986, che cominciò a lavorarvi dal 1929, è un racconto prezioso sull’organizzazione e sulle vicende dell’ospedale, sui dottori che lo diressero, ed offre informazioni anche sull’assistenza fornita ai minatori ed ai fornai.

L’ospedale nei primi del Novecento
Maggio 2026
