
Con l’apertura della miniera nel 1897 da contadini e boscaioli quasi tutti gli uomini diventarono minatori. Le prime proteste per migliori condizioni economiche si ebbero nel 1904 e 1907 ottenendo pochi centesimi di aumento della paga, l’abolizione del turno di lavoro notturno e un giorno di riposo la settimana. Poca cosa per operai disorganizzati e soggetti alla minaccia del licenziamento: ci si doveva affidare ancora ai notabili locali per contrattare con il direttore della miniera. Questi tra il paternalistico e l’autoritario, non esitò a licenziare chi era contrario agli interessi della società. Gli operai ricercavano l’aumento della loro paga e non erano ancora consapevoli dei pericoli per la propria salute nell’ambiente di lavoro. Ai forni avvenivano fughe di gas mercuriali che respirati di continuo provocavano una intossicazione e una malattia chiamata idrargirismo. I sintomi erano i disturbi gastroenterici, gengiviti, anemia; la malattia colpiva l’apparato nervoso provocando instabilità, insonnia, turbe della memoria, tremori diffusi, stolzi anche durante il riposo notturno, ostacolando le attività semplici come mangiare, bere, radersi, scrivere, vestirsi e camminare. Ci furono indagini di alcuni medici spesso non ben viste dal direttore. Nel 1908 il dott. Giglioli, quando in miniera vi erano 381 operai, su 135 fornai ne trovò 25 intossicati. Nei poco più che 10 anni di attività circa 200 furono colpiti in modo più o meno grave da idrargirismo. Anche il dott. Igino Pampiana visitò i minatori nel 1909 e tra i rimedi chiese di ventilare di più gli ambienti dei forni. Si ricordava che i fornai facevano dei gargarismi prima di mangiare, ma si lavavano solo il viso e le mani e non si cambiavano i vestiti di lavoro con i quali tornavano a casa; facevano una doccia o un bagno caldo solo una o due volte alla settimana. Questa situazione richiedeva anche un medico in azienda per i controlli e le visite mediche e anche per questo il direttore Friedrich Ammann decise di far costruire l’ospedale e un altro piccolo edificio dei bagni per i fornai. Nel corso dei decenni diversi operai colpiti da questa malattia furono costretti ad abbandonare la miniera per altri lavori poveri. Solo con l’introduzione dei forni rotativi, automatizzati, a partire dal 1956 queste problematiche sanitarie furono superate.

Fornai, sottoposti ad indagine sanitaria nel 1908, fotografati davanti i bagni dei forni. I locali erano attrezzati solo di alcune docce, vasche e bagni sudoriferi. Le visite mediche furono fatte nei locali degli uffici allora ubicati al piano primo della Torre dell’Orologio.
Novembre 2025
