
Nelle miniere del Siele, Cortevecchia, Cornacchino e Morone, dove furono ritrovati anche strumenti antichissimi, sono attestati lavori per l’epoca preistorica e medievale. Al Morone e al Siele nei primi livelli di trovarono gallerie ripienate definiti “lavori antichi”. Nella divisione della contea aldobrandesca del 1274, tra il ramo di Sovana e quello di Santa Fiora, le argentiere di Selvena (le miniere di cinabro) rimasero indivise tra le due famiglie ma nel 1286 passarono al casato di Santa Fiora.
Nel Cinquecento si ricorda che un mulo caricato di argento vivo diretto al porto di Talamone si era imbizzarrito rompendo i fiaschi contenenti il mercurio. In quel secolo il cinabro era estratto da cave a cielo aperto; nel Settecento da Poggio Paulorio a Selvena che contava 150 abitanti. I forni usati nel medioevo, come quello che nel 1795 era nel palazzo degli Sforza, erano simili a quelli dei metallurgisti e mineralogisti Biringuccio (1480-1539?) e Agricola (1494-1555). Le miniere di mercurio europee erano: Almaden sfruttata dai Cartaginesi, dai Romani e dagli Arabi, Idria nell’Impero Asburgico scoperta nel 1497, Landesberg nella Renania Palatinato, Horni Luby in Boemia attive tra i secoli XV e XVI. Porto di smercio del metallo in quei secoli era anche Venezia.
Dopo il 1492 gli spagnoli sfruttarono le miniere sudamericane di cinabro di Huancavelica il cui mercurio serviva nel processo dell’amalgama per ricavare l’argento delle miniere di Potosi. Il cinabro serviva come colorante; il mercurio si usava nel metodo dell’amalgama per estrarre l’oro e l’argento, nella medicina per curare malattie della pelle ed anche la sifilide, per gli specchi, nella conceria delle pelli, per i barometri e termometri, nella doratura di oggetti in bronzo. Tra i prodotti della pizzicheria di Abbadia, nel 1630, si trovavano boloarmeno, un vasetto di argento vivo col nasetto e un vasetto con 5 once di argento vivo.

1 Almaden; 2 Idria; 3 Landsberg / Renania Palatinato; 4 Boemia; 5 HornLuby; 6 Selvena;
● Il punto dove affondò nel 1584 la Gagliana Grossa nave salpata da Venezia. Tra i prodotti in viaggio per Costantinopoli sono state rinvenute sfere di cinabro e vasetti con argento vivo. I reperti si trovano nel museo di Zaravecchia.
Marzo 2026
