Rinvenimenti di cinabro nel territorio di Abbadia San Salvatore prima dell’apertura della miniera nel 1897

L’ingegnere Teodoro Haupt ricorda che nel 1847 la Società Modigliani del Siele avviò degli scavi presso il podere Catarcione. Alcuni minatori nel primo Novecento ricordavano di aver lavorato anche alla Casella nel 1850 e le terre estratte venivano portate con i barrocci al Siele. L’Haupt nel 1873 iniziò una galleria sotto la strada provinciale a nord di Abbadia che dopo circa 1 km incontrò il pozzo Sbrilli scavato per circa 34 metri e al cui fondo rinvenne pezzi di carbone vegetale, cocci di terre cotte antichissime e un tronco di legno tagliato a forma di cono. Haupt ricorda che in epoca geologica remota, terreni di natura detritica causati da una grossa frana nella pendice trachitica del monte erano scivolati sulle sottostanti rocce eoceniche arrivando fin quasi alla Casella.

Nei terreni Zinelli, forse ubicati a nord del Fosso di Perde Logo nei pressi del Torrente Pagliola, era stato trovato un pezzo di cinabro di circa 5 kg. e indizi di cinabro, dice l’Haupt, si estendevano a monte della Casella e nell’area compresa tra l’Ermeta e Catarcione; l’ingegnere avrebbe trovato utensili dell’epoca preistorica e visto anche tracce forse di antichi scavi. I lavori alla Casella e a Catarcione a metà Ottocento erano stati avviati perché c’erano ricordi di antichi rinvenimenti? Chissà! Pezzi di cinabro erano stati trovati anche nel Settecento infatti nella collezione di minerali del Collegio Nazareno di Roma nel 1792 c’era cinabro di Selvena e dell’Abbadia San Salvatore. Quei reperti sono all’Istituto Calasanzio di Roma dove c’è del cinabro con trachite del Monte Amiata ma non si sa se sia il campione citato nel 1792. I rinvenimenti di minerale tra Settecento e Ottocento sono novità interessanti, ma solo le indagini archeologiche potranno scoprire eventuali tracce di antichi lavori minerari.

La zona tra la Casella e il Pagliola fu interessata nel 1734 da una importante frana  riportata in una carta dove il Torrente della Chiusa viene chiamato  Fosso di Sapia (anche nel catasto leopoldino del 1823); il Torrente dell’Alvineta è chiamato Fosso dei Pozzi (nel leopoldino Fosso di Perde Logo); il Fosso della Romanella è detto Fosso dell’Oro. Sulla Collezione del Collegio Nazareno donata dall’Imperatore Giuseppe II, vedi libro, anche online: Franza, Pratesi, Dono Imperiale, FI 2023

Aprile 2026

— A cura di Stelvio Mambrini