
Gian Guido Bossi (1873-1937) risiedeva tra fine Ottocento e primo Novecento a Milano. Arrivò probabilmente ad Abbadia San Salvatore nel 1918 assunto dalla società mineraria. Conosciamo poco della sua attività di geometra nel primo Novecento. Tra i libri e riviste possedute aveva il numero del 1910 Villas de la Cote d’Azur edito a Parigi che conteneva tavole e fotografie di ville della Costa Azzurra dove emerge il gusto del Liberty e dell’Eclettismo del periodo che ci fanno capire come si tenesse informato sull’architettura di case e ville del periodo.
Alcuni progetti di villini di Bossi furono pubblicati nella rivista Le case operaie e le città giardino – Anno 1910 in occasione di una mostra di architettura dove ottenne un riconoscimento importante. I villini di Bossi sembrano disegnati per la borghesia ma sono comunque tipologie di case utilizzate nelle esperienze di quartieri delle città giardino ed anche come abitazioni economiche.
Bossi giunse ad Abbadia chiamato dal direttore della miniera Umberto Savoia e fu a capo del reparto costruzioni dello stabilimento minerario. A lui vanno riferite quasi tutte le costruzioni dentro la miniera degli anni Venti e quelle del villaggio Oriolo, delle Terme e del Cinema Teatro nel centro abitato di Abbadia. Bossi ha respirato la cultura architettonica e urbanistica della Milano di Primo Novecento ed ha lasciato nelle costruzioni della case dell’ Oriolo un esempio di garden village. Le sue realizzazioni presentano soluzioni tipologiche e compositive di gusto e qualità nel campo dell’architettura che richiedono accortezza negli interventi di recupero dei suoi edifici e che si richiamano ad uno stile architettonico di primo Novecento.

Gian Guido Bossi (Archivio Famiglia Bossi / Marzucchi)
Febbraio 2026
