{"id":4011,"date":"2025-09-25T18:00:15","date_gmt":"2025-09-25T16:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/?p=4011"},"modified":"2025-09-17T17:22:24","modified_gmt":"2025-09-17T15:22:24","slug":"le-officine-meccaniche-ed-elettriche-della-miniera-di-abbadia-san-salvatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/le-officine-meccaniche-ed-elettriche-della-miniera-di-abbadia-san-salvatore\/","title":{"rendered":"Le officine meccaniche ed elettriche della miniera di Abbadia San Salvatore"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_single_image source=&#8221;featured_image&#8221; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css=&#8221;&#8221; lazy_loading=&#8221;true&#8221;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h3><em>Nuovi spazi museali e nuovi spazi polifunzionali<\/em><\/h3>\n<p>Nella miniera di Abbadia San Salvatore il lavoro richiedeva una serie di attivit\u00e0 collaterali necessarie alla produzione e questi compiti erano svolti nelle officine\u00a0 elettriche, meccaniche e nella falegnameria. Gli operai che vi lavoravano rispettavano gli stessi orari dei minatori, erano controllati da un caporale a sua volta dipendente da un caposervizio. Nel processo produttivo erano fondamentali anche la gestione della acque, lo smaltimento delle scorie, la produzione di cinabro in polvere e la bidistillazione del mercurio.<\/p>\n<h4><em>L\u2019OFFICINA MECCANICA<\/em><\/h4>\n<p>All\u2019inizio del \u2018900 subito dopo l\u2019apertura della miniera nella officina si riparavano gli attrezzi che venivano utilizzati per la escavazione di gallerie e pozzi, si riparavano i vagoni e si procedeva alle manutenzioni dei ventilatori che garantivano l\u2019areazione all\u2019interno del sottosuolo. Si gestivano le pompe per l\u2019estrazione della acque dal sotterraneo e dell\u2019impianto idroelettrico dei forni. Esistevano\u00a0 sempre due officine una grande per i lavori pi\u00f9 importanti e una piccola ubicata nei pressi della galleria 22 necessaria alle richieste dei cantieri in sotterraneo. A partire dagli anni \u201950 con la meccanizzazione dello stabilimento il lavoro nelle officine meccaniche divenne sempre pi\u00f9 importate. Vi lavoravano circa 40 operai e nell\u2019 officina meccanica oltre a svolgere i lavori di manutenzione si realizzavano anche\u00a0 attrezzature e impianti per la miniera In questo reparto esistevano dei veri <em>specialisti<\/em>\u00a0 preparati per l\u2019utilizzo di macchinari,\u00a0 impianti pi\u00f9 sofisticati e\u00a0 interventi nei pozzi di estrazione altamente meccanizzati e delicati.<\/p>\n<h4><em>L\u2019OFFICINA ELETTRICA\u00a0\u00a0 <\/em><\/h4>\n<p>L\u2019energia elettrica nella struttura tecnico produttiva della miniera serviva a garantire l\u2019areazione delle gallerie (ventilatori), per l\u2019estrazione delle acque per mezzo delle pompe, per illuminare lo stabilimento metallurgico e per alimentare\u00a0 i motori degli argani e dei compressori. Nell\u2019officina nei primi tempi si eseguivano lavori di manutenzione del materiale elettrico quali lampade, prese di interruttori, parafulmini, ecc. In seguito si gestirono le centrali elettriche, quella della Turbina del 1906 l\u2019altra a Voltolino nei primi anni \u201930, che fornirono energia elettrica anche al paese e non solo alla miniera, ma anche, con la costruzione di linee elettriche, alle altre miniera che nel primo Novecento acquist\u00f2 la Societ\u00e0 mineraria Monte Amiata .Le centrali venivano alimentate con una tubazione forzata che raccoglieva\u00a0 le acque del paese e quella prelevata dai laghetti costruiti nei primi del Novecento dai tedeschi. Nei primissimi anni della miniera di Abbadia i tedeschi avevano impiantato una piccola centralina idroelettrica\u00a0 in localit\u00e0 San Giovanni\u00a0 nei pressi dei primi edifici minerari e per le necessit\u00e0\u00a0 di alcuni impianti nella zona della 22 anche\u00a0 delle macchine a vapore. Intorno al 1960 nell\u2019officina elettrica lavoravano circa 60 qualificati operai.<\/p>\n<h4><em>GLI ANNI \u201920 DEL XX SECOLO<\/em><\/h4>\n<p>La prima officina meccanica e officina elettrica erano ubicate negli edifici nei pressi della Torre dell\u2019Orologio che, nella parte attualmente destinata a museo documentale costituiva gli uffici della miniera. Sul retro della Torre dell\u2019Orologio continuava come unico blocco architettonico la struttura edilizia che conteneva i forni Cermak Spirek. La facciata della Torre dell\u2019Orologio \u00e8 una porzione significativa dei prospetti in stile neoromanico che caratterizzarono sull\u2019Amiata le strutture edilizie dei forni Cermak Spirek. Intorno al 1915 l\u2019officina elettrica fu spostata pi\u00f9 a monte\u00a0 e l\u00ec \u00e8 rimasta fino alla chiusura della miniera. Anche l\u2019officina meccanica negli anni Trenta fu resa pi\u00f9 grande e realizzata dove attualmente \u00e8 il museo multimediale. Alla fine degli anni \u201970 del XX secolo fu realizzata l\u2019ultima e pi\u00f9 grande officina meccanica\u00a0 pi\u00f9 vicina alla zona della 22 e quasi contigua all\u2019officina elettrica, una struttura semplice a forma di capannone con copertura\u00a0 curva\u00a0 e tamponamenti esterni a blocchi di tufo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4015\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Centrale-termoelettrica-realizzata-negli-anni-Venti-300x169.jpg\" alt=\"Centrale termoelettrica realizzata negli anni Venti\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Centrale-termoelettrica-realizzata-negli-anni-Venti-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Centrale-termoelettrica-realizzata-negli-anni-Venti.jpg 560w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>I resti dell\u2019edificio della centrale termoelettrica realizzata negli anni Venti del XX secolo, probabilmente su disegno di Gianguido Bossi, poi destinata a falegnameria e negli ultimi anni dell\u2019attivit\u00e0 mineraria anche a lavanderia. Il Piano Attuativo ne prevede la destinazione a \u201cCommerciale di vicinato\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con la partenza dei tedeschi nel 1914 la gestione tecnica mineraria ebbe un riassestamento e nei primi anni Venti ripresero anche delle ricerche di nuove zone pi\u00f9 in profondit\u00e0 rispetto al livello della <em>Galleria 1 (828 s.l.m.) <\/em>nell\u2019area del giacimento delle Lame. Nel 1924 nei lavori interni fu ultimata\u00a0 come galleria di scolo delle acque la <em>Galleria Italia<\/em> e nel 1925 si avvi\u00f2 una ricerca 25 metri sotto il livello di questa galleria sempre nel giacimento delle Lame. Nel 1925 all\u2019interno delle gallerie esistevano oltre al primo <em>Pozzo Mafalda<\/em> anche i <em>Pozzi\u00a0 Roma <\/em>e<em> Milano<\/em> .<\/p>\n<p>Nel 1927 entr\u00f2 in funzione fino al livello Intermedio inferiore a mt 30 sopra la Galleria Italia, il <em>Pozzo\u00a0 Italia<\/em> attrezzato di un argano elettrico per l\u2019estrazione del minerale. Nel 1929 entr\u00f2 in funzione il <em>Pozzo Intermedio Mezzena<\/em> con l\u2019installazione di un argano elettrico e di gabbia per il sollevamento del minerale, mentre in fondo al pozzo si cominci\u00f2 la escavazione della <em>Galleria Mezzena<\/em>. Il Pozzo interno Mezzena collegava il livello Galleria Italia (780 s.l.m.) con il livello Mezzena (730 s.l.m.) per una profondit\u00e0 di 50 mt.<\/p>\n<p>Il <em>Pozzo Mezzena<\/em> aveva una sezione elittica di mt 3,50 e mt 2,50 ed era rivestito in mattoni, l\u2019argano era installato in una cabina ricavata in una traversa della galleria Italia.<\/p>\n<p>Il <em>Pozzo Italia<\/em> era un pozzo esterno circolare di diametro mt 3,50 rivestito in mattoni e conci di trachite. Il castello era in fero e l\u2019argano che\u00a0 era installato in una cabina all\u2019esterno alla quota di mt 945 s.l.m. era stato costruito dalle Officine Savigliano.<\/p>\n<p>In quegli anni c\u2019era inoltre con castello esterno il Pozzo Mafalda e il pozzo Biella quest\u2019ultimo ubicato accanto l\u2019ingresso della galleria 22 che\u00a0 sollevava i vagoni tra il livello 7 e il livello 22.\u00a0 Le segnalazioni nei pozzi\u00a0 si effettuavano con portavoce e campanello elettrico; ancora non c\u2019era il telefono.<\/p>\n<p>All\u2019Archivio di Stato di Torino, nel Fondo di documenti delle Officine Savigliano, esistono delle fotografie\u00a0 di due argani\u00a0 realizzati per conto della Societ\u00e0 Mineraria Monte Amiata: il primo viene descritto come <em>Argano Alternativo<\/em> con una portata di 2000 kg e datato all\u2019anno 1927, un altro come <em>Arganello<\/em> datato all\u2019anno 1926. Probabilmente il macchinario dell\u2019argano di portata di 2000 kg si riferisce all\u2019impianto del Pozzo Italia mentre quello definito Arganello potrebbe essere stato destinato al Pozzo Mezzena. Questi macchinari a pezzi furono trasportati dalle Officine Savigliano ad Abbadia San Salvatore e poi\u00a0 rimontati e installati\u00a0 dai tecnici e operai della officina meccanica della miniera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4016\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Argano-Alternativo-1927-300x217.jpg\" alt=\"Argano Alternativo 1927\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Argano-Alternativo-1927-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Argano-Alternativo-1927.jpg 596w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Argano Alternativo con portata da\u00a0 Kg 2000. Foto datata 1927<\/em><\/p>\n<p><em>(Archivio di Stato di Torino- Fondo Officine Savigliano)<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4017\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Argano-Alternativo-1927_2-300x217.jpg\" alt=\"Argano Alternativo 1927\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Argano-Alternativo-1927_2-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Argano-Alternativo-1927_2.jpg 471w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4019\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/La-casetta-contenente-l-argano-del-Pozzo-Italia-300x192.jpg\" alt=\"La casetta contenente l'argano del Pozzo Italia\" width=\"300\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/La-casetta-contenente-l-argano-del-Pozzo-Italia-300x192.jpg 300w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/La-casetta-contenente-l-argano-del-Pozzo-Italia-600x385.jpg 600w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/La-casetta-contenente-l-argano-del-Pozzo-Italia.jpg 639w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>La casetta contenente l\u2019argano del Pozzo Italia<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4020\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Arganello-1926-216x300.jpg\" alt=\"Arganello 1926\" width=\"216\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Arganello-1926-216x300.jpg 216w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Arganello-1926.jpg 486w\" sizes=\"auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/p>\n<p><em>Arganello. Portata 500 Kg. Foto datata 1926. (Archivio di Stato di Torino &#8211; Fondo Officine Savigliano)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><em>LE PREVISIONI DEL PIANO ATTUATIVO DEL 2016<\/em><\/h4>\n<p>Il Piano Attuativo del 2016 individua l\u2019Officina Elettrica e\u00a0 l\u2019Officina Meccanica degli anni \u201960 all\u2019interno del comparto n\u00b0 5; quest\u2019ultima, nella prima redazione della delimitazione del Parco Museo Minerario degli anni \u201990, era stata tenuta fuori dalla perimetrazione.<\/p>\n<p>Il Piano destina la <em>Cabina Elettrica<\/em> e il contiguo edificio dei <em>Quadri Elettrici<\/em> a Spazi espositivi e Spazi museali, mentre al palazzetto\u00a0 in origine <strong><em>Officina Elettrica<\/em><\/strong> e <em>Abitazione<\/em>\u00a0 viene assegnata una previsione di utilizzo a \u201cDirezionale ed uffici\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019edificio con torretta, costruito probabilmente subito dopo la partenza dei tedeschi nel 1915, era destinato al piano terra ad officina elettrica\u00a0 e al piano primo ad abitazione ed uffici. L\u2019immobile presenta sul tetto a padiglione una torretta centrale dove era collocato un orologio con annessa sirena (la corna) che scandiva i ritmi del lavoro in miniera. L\u2019edificio ha una tipologia a villino con torretta centrale sulla copertura, quasi un richiamo alle tipologie dei palazzetti medievali con torre civica, genere poi ripreso nel Settecento e Ottocento come villino o casa colonica importante con torretta centrale come decorazione ornamentale o punto panoramico. Accanto a questi edifici \u00e8 situato un basso fabbricato gi\u00e0 destinato a bagni &#8211; spogliatoi per gli operai del reparto \u201cOfficina Elettrica\u201d che viene destinato a <em>Servizi\u00a0 connessi alle attivit\u00e0 museali<\/em>. Le schede tecniche di ogni edificio stabiliscono le modalit\u00e0 di recupero o restauro, coerenti con le caratteristiche originarie dei manufatti, definendo modalit\u00e0 di esecuzione delle facciate,\u00a0 tipologie degli infissi esterni e dei particolari costruttivi come gronde, ringhiere, merlature della torretta.<\/p>\n<p>Il piazzale esterno a nord, di fronte questi fabbricati, viene\u00a0 valorizzato con la previsione di una pavimentazione di qualit\u00e0, corredata del binario che si diramava dalla linea di carreggio primaria che arrivava dalla 22 e portava il minerale\u00a0 alla testa degli asciugatoi. Il diverticolo\u00a0 si distaccava per trasportare in officina\u00a0 elettrica materiali, apparecchiature e anche locomotori per le manutenzioni e riparazioni. Lo spazio cos\u00ec riqualificato \u00e8 stato denominato <strong><em>Piazza della Corna<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4021\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Il-palazzetto-dell-Officina-Elettrica-256x300.jpg\" alt=\"Il palazzetto dell'Officina Elettrica\" width=\"256\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Il-palazzetto-dell-Officina-Elettrica-256x300.jpg 256w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Il-palazzetto-dell-Officina-Elettrica.jpg 573w\" sizes=\"auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><\/p>\n<p><em>Il palazzetto dell\u2019Officina Elettrica. Anni di costruzione \u00a01915-18<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4022\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Il-palazzetto-dell-officina-elettrica-e-la-cabina-elettrica-300x217.jpg\" alt=\"Il palazzetto dell'officina elettrica e la cabina elettrica\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Il-palazzetto-dell-officina-elettrica-e-la-cabina-elettrica-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Il-palazzetto-dell-officina-elettrica-e-la-cabina-elettrica.jpg 515w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Il palazzetto dell\u2019officina elettrica e la cabina elettrica<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4023\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/La-Piazza-della-Corna-300x211.jpg\" alt=\"La Piazza della Corna\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/La-Piazza-della-Corna-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/La-Piazza-della-Corna.jpg 583w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>La Piazza della Corna con il fabbricato della Cabina elettrica e a destra gli ex bagni \u00a0&#8211; spogliatoi<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per l\u2019 <strong><em>Officina Meccanica<\/em><\/strong><em>,<\/em> costruita alla fine degli anni \u201960, \u00a0\u00e8 prevista nel Piano Attuativo del 2016 la destinazione a <em>Direzionale\/Archivi e Spazio Polivalente<\/em>. La superficie di 800 mq \u00a0ne\u00a0 favorisce un utilizzo come grande\u00a0 volume polifunzionale per eventi di vario tipo non essendoci nell\u2019area del parco grandi spazi al coperto. La scheda tecnica del Piano prevede una ridefinizione dei prospetti anche con elementi dell\u2019architettura contemporanea e una organizzazione interna che combini il suo utilizzo a sala polivalente, mantenendo ove possibile la presenza di macchinari e strutture impiantistiche di valore storico &#8211; tecnologico &#8211; museale ancora presenti al suo interno. Il reparto dei\u00a0 meccanici nel periodo a partire dagli anni \u201960 e anni \u201970 di attivit\u00e0 della miniera aveva assunto, con l\u2019introduzione di macchinari di elevato grado tecnologico, un livello di specializzazione elevato. Le grandi autopale su gomma, i Jumbo, l\u2019Alimak,\u00a0 i martelli perforatori pi\u00f9 avanzati, smontati e a pezzi venivano calati nei pozzi dagli arganisti e riassemblati nelle zone di escavazione. Quella realt\u00e0 tecnico mineraria presente ma non del tutto percepibile negli allestimenti museali (ad esempio nella Galleria 7) ad oggi realizzati \u00e8 prevista nell\u2019allestimento degli spazi e delle ambientazioni con i grandi macchinari nel progetto di recupero della Galleria 22 e del <em>Percorso della Escavazione<\/em>.<\/p>\n<p>La previsione di un utilizzo come sede degli archivi, nella officina meccanica, \u00e8 stata superata con la decisione di qualche anno fa di destinare ad archivi e centro studi la palazzina degli <em>Ufffici della 22<\/em> i cui lavori di recupero sono in fase di ultimazione.<\/p>\n<p>La decisione di destinare il capannone industriale dell\u2019officina meccanica, priva di qualit\u00e0 architettonica, a spazi polifunzionali nasceva dall\u2019esigenza di trovare grandi superfici \u00a0al chiuso all\u2019interno del parco museo minerario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4024\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Officina-meccanica-fine-anni-60-300x169.jpg\" alt=\"Officina meccanica fine anni 60\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Officina-meccanica-fine-anni-60-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Officina-meccanica-fine-anni-60.jpg 519w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>L\u2019Officina meccanica costruita alla fine degli anni\u201960<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4025\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Area-officina-elettrica-e-officina-meccanica-300x162.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Area-officina-elettrica-e-officina-meccanica-300x162.jpg 300w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Area-officina-elettrica-e-officina-meccanica-600x324.jpg 600w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Area-officina-elettrica-e-officina-meccanica.jpg 603w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>L\u2019area dell\u2019officina elettrica e dell\u2019officina meccanica (con copertura curva) e la sistemazione del verde, della viabilit\u00e0 e degli spazi a parcheggio. Fotomontaggio- vista dall\u2019alto.<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]Settembre 2025<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">\u2014 A cura di Stelvio Mambrini<\/h4>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image source=&#8221;featured_image&#8221; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css=&#8221;&#8221; lazy_loading=&#8221;true&#8221;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;] Nuovi spazi museali e nuovi spazi polifunzionali Nella miniera di Abbadia San Salvatore il lavoro richiedeva una serie di attivit\u00e0 collaterali necessarie alla produzione e questi compiti erano svolti nelle officine\u00a0 elettriche, meccaniche e nella falegnameria. Gli operai che vi lavoravano rispettavano gli stessi orari dei minatori, erano&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":4013,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-4011","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-storici","category-45","description-off"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4011","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4011"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4011\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4026,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4011\/revisions\/4026"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4013"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4011"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4011"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4011"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}