{"id":3895,"date":"2025-08-25T15:51:51","date_gmt":"2025-08-25T13:51:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/?p=3895"},"modified":"2025-08-26T18:02:48","modified_gmt":"2025-08-26T16:02:48","slug":"i-forni-rotativi-gould-e-il-museo-della-metallurgia-della-miniera-di-abbadia-san-salvatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/i-forni-rotativi-gould-e-il-museo-della-metallurgia-della-miniera-di-abbadia-san-salvatore\/","title":{"rendered":"I forni rotativi Gould e il museo della metallurgia della miniera di Abbadia San Salvatore"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_single_image source=&#8221;featured_image&#8221; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css=&#8221;&#8221; lazy_loading=&#8221;true&#8221;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h4><em>I forni Gould<\/em><\/h4>\n<p>Di fabbricazione americana i forni Gould furono installati tra il 1956 e il 1958. L\u2019impianto \u00e8 composto da quattro forni a tubo (cilindri metallici) di lamiera rivestiti di materiale refrattario. Ogni tubo della lunghezza di circa mt 27 e di larghezza mt 170, era inclinato verso l\u2019uscita del materiale\u00a0 sfruttato e ruotava su se stesso alla velocit\u00e0 di circa un giro al minuto ed era alimentato da un bruciatore a olio combustibile posto nella parte inferiore. Il materiale sfruttato\u00a0 i (rosticci) uscivano ad una temperatura di circa 750\u00b0 che veniva poi abbassata da un raffreddatore Fuller. Alla testata superiore il forno era raccordato ad una camera dove entrava il gas di mercurio che continuava il suo percorso nelle serpentine dei tubi delle condensazioni. Per la rotazione e la pendenza del tubo, il minerale rotolava lentamente verso la parte inferiore e quindi verso la sorgente del calore, dove la temperatura aumentava e si otteneva la completa sublimazione del cinabro. Tali forni erano adatti alla cottura del minerale con una pezzatura compresa tra 2 e 5 cm. Ogni forno poteva trattare 150 tonnellate di minerale al giorno. L\u2019impianto era completamente automatizzato ed era controllato attraverso un quadro di comando da pochi operai. <strong>(1)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3903\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Forni-rotativi-300x197.jpg\" alt=\"Forni rotativi\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Forni-rotativi-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Forni-rotativi-640x421.jpg 640w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Forni-rotativi-600x394.jpg 600w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Forni-rotativi.jpg 642w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Forni rotativi. Miniera di Abbadia San Salvatore<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><em>Il forno rotativo installato nel 1914 dai tedeschi<\/em><\/h4>\n<p>Nella miniera di Abbadia San Salvatore un forno rotativo era stato installato e sperimentato gi\u00e0 nel 1914 durante il periodo di gestione della miniera da parte dei tecnici tedeschi. Fin dall\u2019 apertura della miniera nel 1897 l\u2019impianto metallurgico fu attrezzato con Forni a Torre Spirek\u00a0 con tramoggia idraulica per la carica del minerale e Forni a caduta o a cupoline Cermak Spirek. I primi trattavano il minerale di pezzatura grossa e i secondi quello di pezzatura piccola. L\u2019impianto era dotato di tubi della condensazioni in refrattario che pescavano alla base in vasche piene d\u2019 acqua dove si\u00a0 depositava il mercurio metallico\u00a0 man mano che si condensava nelle serpentine e scivolava in basso, ma dove si depositavano anche i neri (fanghi ancora ricchi di mercurio) che dovevano essere trattati in macchine dette <em>estrattori<\/em>.\u00a0 I forni furono costruiti su brevetto Cermak Spirek\u00a0 sotto la direzione dell\u2019ingegnere Friedrich Ammann e\u00a0 dell\u2019ing. Vincenzo Spirek che li aveva introdotti sul Monte Amiata e che,\u00a0 a partire dai primi anni \u201990 del XIX secolo, era diventato direttore tecnico della miniera del Siele. I primi fornai dello stabilimento metallurgico di Abbadia furono\u00a0 istruiti dai tecnici tedeschi ed anche da alcuni\u00a0 caporeparto provenienti dalla miniera del Siele;\u00a0 tra questi, probabilmente assunto per insegnare agli operai di Abbadia\u00a0 si ricorda nel 1908 anche\u00a0 Cammilletti\u00a0 Bernardino, celibe di anni 30, che era operaio dei forni da 11 anni e che prima di Abbadia aveva infatti lavorato sempre come fornaio alla miniera del\u00a0 Siele, in quella di\u00a0 Idria, nelle miniera di mercurio turca di Alaburna e che nel 1909 si trovava in Turchia nella miniera di mercurio di Sisma. Pur essendo ritenuti alla fine dell\u2019Ottocento ed ancora nei primissimi anni del Novecento i forni pi\u00f9 avanzati per la cottura del mercurio, i Cermak Spirek basavano il loro funzionamento su procedure manuali e precise modalit\u00e0 esecutive degli operai dei forni. Questi operai (i fornai) della miniera di Abbadia San Salvatore andarono comunque incontro a forme di intossicazione per aver respirato durante le fasi di cottura del minerale i micidiali vapori mercuriali tanto che nel 1908 circa 200 operai risultarono intossicati in forme pi\u00f9 o meno gravi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3904\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Forno-rotativo-installato-nel-1914-300x244.jpg\" alt=\"Forno rotativo installato nel 1914\" width=\"300\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Forno-rotativo-installato-nel-1914-300x244.jpg 300w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Forno-rotativo-installato-nel-1914-640x520.jpg 640w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Forno-rotativo-installato-nel-1914-600x488.jpg 600w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Forno-rotativo-installato-nel-1914.jpg 647w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Forno rotativo installato nel 1914. A destra le condensazioni.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3905\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Forno-rotativo-in-fase-di-smantellamento-300x231.jpg\" alt=\"Forno rotativo in fase di smantellamento\" width=\"300\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Forno-rotativo-in-fase-di-smantellamento-300x231.jpg 300w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Forno-rotativo-in-fase-di-smantellamento-640x492.jpg 640w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Forno-rotativo-in-fase-di-smantellamento-600x462.jpg 600w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Forno-rotativo-in-fase-di-smantellamento.jpg 646w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Forno rotativo in fase di smantellamento. In alto l\u2019edificio del concasseur probabilmente progettato dal geometra Gian Guido Bossi. Fine anni Venti<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019ing Kurt Oschatz in un suo articolo sul forno rotativo di Abbadia San Salvatore ricordava come alla base della costruzione di questo innovativo forno dal punto di vista tecnologico e della sua sperimentazione ci fosse proprio la necessit\u00e0 di eliminare\u00a0 le perdite di gas mercuriali\u00a0 dannose anche agli operai. Al forno, del tipo Oxland, era applicato da una parte un gassogeno e dall\u2019altra una camera di raccolta dei gas e dei prodotti della distillazione con le tubazioni a serpentine delle condensazioni. Il forno oscillante costituito da un tubo cilindrico lungo 16 mt aveva una inclinazione di del 3,5 % ed era internamente rivestito di materiale refrattario a pareti lisce. Nella parte superiore vi era la tramoggia di carico a chiusura idraulica. Il gasogeno si alimentava a legna e lignite ma si poteva rifornire anche con solo lignite. La fiamma investiva orizzontalmente il minerale della zona mediana lunga 7 mt dove si aveva una temperatura di 900\u00b0 \/ 1000\u00b0 gradi. L\u2019ampiezza della oscillazione era in rapporto con la quantit\u00e0 di minerale trattato. Il forno passava 30 tonnellate di minerale fino (di pezzatura minuta) in 24 ore e l\u2019oscillazione era di 90\u00b0 a sinistra e 90\u00b0 a destra. L\u2019oscillazione completa durava 30 secondi. Il minerale rimaneva nel forno, dalla sua introduzione alla scarica, 1 ora e venti minuti e per la sua conduzione servivano due operai per ogni turno di 8 ore. Per ogni 100 kg di minerale servivano 12 kg di combustibile. Il forno per\u00f2 produceva una considerevole quantit\u00e0 di polvere che veniva reintrodotta nel forno. Il forno dava sufficienti garanzie e non produceva fughe di vapori di mercurio nocive alla salute degli operai ma aveva l\u2019inconveniente di depositare\u00a0 considerevoli quantit\u00e0 di polveri nella camera di raccolta dei vapori di mercurio<strong>.<\/strong> <strong>(2)<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la partenza dei tedeschi nel 1914, a causa dello scoppio della prima guerra mondiale, i tecnici italiani non riuscirono a risolvere gli inconvenienti tecnici e sviluppare tecnicamente il forno rotativo che alla fine degli anni Venti fu smantellato. I forni a Torre Spirek e Cermak Spirek rimasero i forni in uso nella miniera fino agli anni \u201850 quando furono introdotti i forni rotativi Gould.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3907\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Resti-attuali-delle-murature-di-fondazione-300x201.jpg\" alt=\"Resti attuali delle murature di fondazione\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Resti-attuali-delle-murature-di-fondazione-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Resti-attuali-delle-murature-di-fondazione.jpg 522w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Resti attuali delle murature di fondazione dell\u2019edificio del concasseur. Il forno rotativo installato nel 1914 era ubicato alla base delle attuali condensazioni dei forni Gould<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><em>I forni rotativi della miniera di mercurio di Obermoschel degli anni \u201930 e le miniere di mercurio della Renania Palatinato<\/em><\/h4>\n<p>Nel 1934 alcuni ingeneri tedeschi, che avevano lavorato e costruito la miniera di Abbadia, furono coinvolti nella riattivazione di alcune miniere di mercurio in Germania\u00a0 ad Obermoschel (Landsberg) nella Renania Palatinato. Gli ingegneri tedeschi che avevano lavorato ad Abbadia erano Karl Burckart e Heinrich Dausch. Il forno rotativo sperimentato ad Abbadia avrebbe certamente rivoluzionato la tecnologia della metallurgia del mercurio superando l\u2019utilizzo\u00a0 dei Cermak Spirek: agli ingegneri tedeschi l\u2019occasione del salto tecnologico si present\u00f2 appunto negli anni \u201930 ad Obermoschel dove furono introdotti su brevetto della Ditta Krupp- Gruson di Magdeburgo.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 minerarie relative al mercurio nella Renania Palatinato sono antiche, documentate ancora nel 1230 nei pressi di Kirchembolanden presso il monastero cistercense di Moersfeld fondato nel 1298 dove venivano estratti minerali di cinabro. Ma nella regione\u00a0 il cinabro veniva estratto gi\u00e0 nel 1100 e comunque le pi\u00f9 antiche miniere erano quelle di Moersfeld e del Landsberg. Nel 1410 una controversia per le attivit\u00e0 relative all\u2019estrazione del mercurio ci fu tra il Principe palatino della casata Wittelsbach, il duca di Zweibrucken e l\u2019elettore di Heidelberg che si risolse nel 1469. Dopo interruzioni in epoca moderna, tra XVI e XVII secolo causa le guerre di religione, le lavorazioni nella regione ripresero nel XVIII secolo e costituirono una importante fonte di lavoro e prosperit\u00e0 per i villaggi del Palatinato. Lavori minerari sono documentati nei pressi di Binkerfeld e Alzey in un paesaggio collinare, attorno alle cime del Poztberg, dell\u2019Hermannsberg e del Kronisberg dove si rinvenivano vecchie gallerie e cumuli di detriti. Nel XIX secolo in queste miniere si utilizzavano per la cottura del cinabro i forni a storte una tipologia di forno che nell\u2019Ottocento si user\u00e0 anche nelle miniere del Siele e del Cornacchino sul Monte Amiata. Il\u00a0 forno del Landsberg ad esempio\u00a0 era composto di 44 storte.<\/p>\n<p>Nella miniera di Obermoschel nel 1935 vi lavoravano 15 tecnici e 293 operai, molti provenienti dalla regione del Saarland. Questa miniera\u00a0 riport\u00f2 all\u2019attenzione in quegli anni l\u2019industria mercurifera tedesca. Non sappiamo se a Obermoschel l\u2019attivit\u00e0 mineraria termin\u00f2 con la seconda guerra mondiale e non sappiamo neppure se i forni rotativi furono distrutti causa la guerra o furono smantellati dopo il 1945.<strong>(3)<\/strong><\/p>\n<p>Dobbiamo comunque ricordare che il mercurio era un metallo estremamente importante per l\u2019industria bellica e che i tedeschi durante l\u2019occupazione dell\u2019Italia della seconda guerra mondiale\u00a0 trasferirono ingenti quantit\u00e0 di bombole di mercurio anche dall\u2019Amiata. Alla fine della guerra pare che gli americani trovassero nei pressi della citt\u00e0 di Eisleben (centro minerario della Turingia) in depositi sotterranei circa 50.000 bombole di mercurio.<\/p>\n<p>Nella Renania Palatinato, vicino al villaggio di \u00a0Moersfeld presso il Daimbachen Hof, fino al XIX secolo vennero estratti vari minerali con componenti di \u00a0mercurio tra cui, chiaramente \u00a0il cinabro, ma poi il calomelano, la moschellandsbergite (amalgama di argento e mercurio), e minerali rari come la capgarronite, la eglestonite, la parroudite, la poyarkovite.<\/p>\n<p>La miniera di Abbadia San Salvatore fu certamene dal 1897 al 1915 la miniera di mercurio dei tedeschi, sia per il loro controllo economico finanziario e sia perch\u00e9 fu il luogo di\u00a0 applicazione,\u00a0 sviluppo e sperimentazione delle loro tecnologie sulla metallurgia di questo metallo, una cultura tecnico mineraria legata al mercurio che sebbene in Europa avesse come centri storicamente pi\u00f9 importanti Almaden in Spagna, poi Idria in Slovenia, e poi l\u2019Amiata dalla seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, aveva avuto comunque nella regione della Renania Palatinato una importante tradizione mineraria e metallurgica. E con queste realt\u00e0 europee con le quali il <em>Parco delle Miniere dell\u2019Amiata<\/em> aveva intessuto rapporti si dovranno riprendere strategie culturali comuni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3908\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/I-forni-rotativi-della-miniera-di-Obermoschel-300x222.jpg\" alt=\"I forni rotativi della miniera di Obermoschel\" width=\"300\" height=\"222\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/I-forni-rotativi-della-miniera-di-Obermoschel-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/I-forni-rotativi-della-miniera-di-Obermoschel-600x444.jpg 600w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/I-forni-rotativi-della-miniera-di-Obermoschel.jpg 604w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>I forni rotativi della miniera di Obermoschel in fase di montaggio. Renania Palatinato. Anno 1934<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3909\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Eglestonite-300x229.jpg\" alt=\"Eglestonite\" width=\"300\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Eglestonite-300x229.jpg 300w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Eglestonite.jpg 339w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Eglestonite (Da Wikipedia)<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3910\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Moschellandsbergite.jpg\" alt=\"Moschellandsbergite\" width=\"300\" height=\"283\" \/><\/p>\n<p><em>Moschellandsbergite (Da Wikipedia)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><em>L\u2019Edificio dei forni Gould di Abbadia San Salvatore del 1956<\/em><\/h4>\n<p>Nel 1956 come gi\u00e0 detto furono introdotti ad Abbadia San Salvatore i forni rotativi Gould di brevetto statunitense. Il grande edificio in cemento armato con \u00a0grandi pareti in vetrocemento che davano luminosit\u00e0 all\u2019interno fu progettato dall\u2019architetto Eugenio Montuori e dall\u2019ingegnere Leo Calini. Eugenio Montuori (1907-1982) \u00e8 stato un architetto che si ispir\u00f2 ai principi del razionalismo italiano. Partecip\u00f2 alla costruzione delle citt\u00e0 di Sabaudia e Carbonia, e alla cittadina di Pietralbona in Istria. Vinse con Leo Calini, con il quale aveva costituito lo studio professionale, e l\u2019architetto Vitellozzi il concorso per il completamento della Stazione Termini di Roma. Partecip\u00f2 nel dopoguerra a numerosi concorsi internazionali, progett\u00f2 numerose\u00a0 case popolari a Roma, nonch\u00e9\u00a0 Piani Urbanistici di citt\u00e0 italiane. Ad Abbadia per conto della societ\u00e0 mineraria\u00a0 nel 1949 progetto la nuova Mensa e ancora in quegli anni disegn\u00f2 i Bagni Spogliatoi della zona della 22, mentre nel centro urbano progett\u00f2 le case operaie in via Mario Sbrilli e Via 1 \u00b0 Maggio: i cosiddetti Villini Vecchi e i Villini Nuovi. <strong>(4)<\/strong><\/p>\n<p>Negli anni \u201950 del XX secolo nel quadro europeo troviamo esempi di grandi costruzioni in cemento armato e cristalli coloratissimi come\u00a0 ad esempio la chiesa di Saint Remy di Baccarat in Francia progettata dall\u2019 architetto greco Nicolas Kazis realizzata tra il 1953 e il 1957, una architettura sacra perci\u00f2, che ci rievoca suggestioni trasferibili simbolicamente anche nel nostro edificio industriale: luogo di lavoro e contenitore di un grande impianto metallurgico, una architettura fatta in cemento armato e pareti in vetrocemento trasparenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3911\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Edificio-in-cemento-armato-dei-forni-Gould-300x201.jpg\" alt=\"Edificio in cemento armato dei forni Gould\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Edificio-in-cemento-armato-dei-forni-Gould-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Edificio-in-cemento-armato-dei-forni-Gould-600x402.jpg 600w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Edificio-in-cemento-armato-dei-forni-Gould.jpg 641w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>L\u2019edificio in cemento armato dei forni Gould<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3912\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Interno-della-chiesa-di-Saint-Remy-300x239.jpg\" alt=\"Interno della chiesa di Saint Remy\" width=\"300\" height=\"239\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Interno-della-chiesa-di-Saint-Remy-300x239.jpg 300w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Interno-della-chiesa-di-Saint-Remy.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Interno della chiesa di Saint Remy a Baccarat (Francia)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><em>Un grande Museo della Metallurgia del Mercurio<\/em><\/h4>\n<p>Nel progetto del Parco Museo Minerario tutto l\u2019impianto costituito dai forni Gould e Nesa, dagli impianti delle condensazioni, dai silos dei minerali e dal capannone dei nuovi asciugatoi rotativi del 1970 costituisce il <em>percorso<\/em> <em>della metallurgia<\/em> del parco. Cos\u00ec era previsto gi\u00e0 nel progetto del parco minerario degli anni\u201990 del XX secolo, la cui previsione era corredata anche di una documentazione di valutazione economica. Questa parte dello stabilimento minerario rappresenta una sfida progettuale, una volta terminata la fase di bonifica ambientale, per la crescita del parco museo\u00a0 minerario; sia per le modalit\u00e0 di recupero e restauro e sia per come affrontare un percorso di qualit\u00e0 secondo i principi recenti della museologia e della museografia. Grandi volumi, vasti,\u00a0 articolati e complessi spazi che sono stati il luogo della trasformazione del cinabro in mercurio.<\/p>\n<p>I manufatti e gli edifici, anche di pregio architettonico come i Gould, e gli impianti tecnologici per la cottura del cinabro dovranno essere oggetto di progetti di restauro e recupero coerente con la storia dei manufatti. Dovranno essere oggetto di studio i percorsi espositivi e di visita secondo una filosofia di allestimento scientifica e didattica che faccia comprendere e conoscere l\u2019evoluzione della storia della metallurgia del mercurio sull\u2019Amiata, anche in epoca antica, ma soprattutto dall\u2019Ottocento alla chiusura della miniera intorno al 1976. E\u2019 ormai acquisito nel mondo dell\u2019archeologia industriale il concetto di bene culturale anche per le macchine e non solo per gli involucri edilizi, la cui conoscenza tecnologica va comunque contestualizzata storicamente\u00a0 per gli aspetti produttivi,\u00a0 economici,\u00a0 sociali, della sicurezza e della salute sul lavoro. Ed \u00e8 pure evidente che i percorsi espositivi in certi settori e ambienti del parco museo dalla connotazione pi\u00f9 tecnologica debbano essere resi fruibili non solo dal punto di vista specialistico e dell\u2019impianto industriale\u00a0 ma anche didattico,\u00a0 con uno sforzo creativo intelligente anche dal punto di vista del gioco e del coinvolgimento emotivo per trasmettere conoscenza anche ai ragazzi e bambini che costituiscono un settore fondamentale dei visitatori del museo. Non si possono escludere anche ricostruzioni di ambiente anche con manichini, come nella postazione dei quadri di comando del forno, o alla macchina degli estrattori o nella stanza dell\u2019imbombolamento del mercurio liquido.<\/p>\n<p>Dentro i forni Gould va ricollocato il modello del forno medievale di Selvena, che \u00e8 stato frettolosamente tolto dalla Torre dell\u2019Orologio ma che veniva esposto nel primo allestimento del 2000, e andranno riproposti e collocati tutti i forni dell\u2019Ottocento e del Novecento in uso sull\u2019Amiata, realizzati per\u00f2 a dimensioni pi\u00f9 grandi per essere fruibili dai visitatori, quasi sempre a gruppi numerosi. I piccoli modellini collocati nelle piccole teche del Museo Documentale, realizzati sulla base dei disegni e delle ricostruzioni grafiche presenti nel primo allestimento, non permettono alle guide di spiegarli quando i visitatori sono in gruppi anche di 20 persone. Cos\u00ec dovranno essere ricostruiti negli spazi dei Gouldi i modelli del Forno a Storte che era presente invece come disegno nel primo allestimento della Torre dell\u2019Orologio, il Forno Caillaux, il Forno Hahner, il Forno a Torre Spirek,\u00a0 il Forno Cermak Spirek, il Forno Pacific. Ma certe ricostruzioni museografiche significative andrebbero riproposte anche al Siele la prima miniera dell\u2019Amiata nell\u2019Ottocento.<\/p>\n<p>Come previsto nel <strong><em>Piano Attuativo<\/em><\/strong> del <strong>2016<\/strong> (che \u00e8 lo strumento urbanistico che definisce le destinazioni d\u2019uso, le modalit\u00e0 di recupero e restauro del Parco Museo Minerario di Abbadia San Salvatore, corredato di tavole e schede descrittive per ogni edificio e manufatto) il quale\u00a0 individua\u00a0 l\u2019impianto metallurgico dentro il <em>Microambito 1<\/em> (zona di identificazione urbanistica) si dovr\u00e0 prevedere dentro l\u2019edificio dei forni uno spazio da destinare a servizi igienici ed un ambiente\u00a0 in grado di accogliere un gruppo minimo di 30 visitatori con sedute, forse corredato di video o pannelli storico informativo, dove la guida possa preparare\u00a0 alla escursione. Questo ambiente dovr\u00e0 prevedere anche un minimo di riscaldamento\u00a0 temporaneo perch\u00e9 nei periodi\u00a0 invernali possa diventare uno spazio di sosta e riposo\u00a0 prima e dopo la vista alla parte metallurgica. I percorsi dovranno essere ben studiati anche con parapetti e ringhiere, o particolari accorgimenti per le pavimentazioni, costituite anche da griglie in acciaio, durante la pioggia o la formazione del ghiaccio in inverno perch\u00e9 molte parti dell\u2019impianto metallurgico sono all\u2019aperto o comunque non in spazi chiusi, per garantire una sicurezza nella mobilit\u00e0 degli utenti. Anche l\u2019illuminazione dovr\u00e0 essere ben studiata sia dal punto di vista scenografico sia dal punto di vista del percorso espositivo anche in notturna. Il Piano Attuativo prevede rinverdimenti nelle aree circostanti i forni e prescrive che tutto l\u2019impianto metallurgico sia recintato, potendo quindi le viste effettuarsi a gruppi attraverso passaggi o cancelli di ingresso a queste strutture.\u00a0 Se si riuscir\u00e0 a completare questa vasta parte museale e in futuro riaprire e rendere visitabile anche la Galleria 22 come previsto nel progetto originario, anch\u2019essa con trenino e\u00a0 realizzando al suo interno il Percorso della Escavazione dove collocare anche i grandi macchinari utilizzati nelle gallerie, allora il Parco Museo Minerario di Abbadia San Salvatore avr\u00e0 fatto un enorme salto di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci siamo soffermati con precedenti articoli nel sito online <em>(Vitriol Abbadia San Salvatore)<\/em> su alcune parti della vecchia miniera come il Pozzo Garibaldi,\u00a0 la zona della Galleria 22, i vecchi asciugatoi, ora la zona dei Forni, ci proponiamo di presentare altre parti e ambienti relativi alle strutture secondarie che erano necessarie all\u2019attivit\u00e0 mineraria, spazi e edifici\u00a0 che nell\u2019area in divenire del museo\u00a0 \u00e8 previsto che siano destinate a svolgere funzioni di servizio e di polifunzionalit\u00e0 anche per eventi all\u2019aperto. Inoltre ci soffermeremo su quelle strutture minerarie individuate come luoghi specialistici destinati alla ricerca e alla diffusione della conoscenza storica e scientifica: una articolazione di destinazioni d\u2019uso di edifici e spazi\u00a0 di un grande parco museo minerario dal forte connotato di archeologia industriale che vuole confrontarsi con le grandi realt\u00e0 europee.[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]Agosto 2025<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">\u2014 A cura di Stelvio Mambrini<\/h4>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]1) <em>G.Maciocco, S.Mambrini, S.Mambrini, I.Tognarini, La miniera di mercurio di Abbadia San Salvatore, SI, Anno 2002\/ M.Preite, G.Maciocco, S.Mambrini,S.Mambrini, Archeologia industriale in Amiata \/ Il recupero del patrimonio minerario, la bonifica del Siele e la costruzione del parco, Fi,2002<\/em><\/p>\n<p>2) <em>Maciocco, Mambrini, Mambrini, Tognarini op.cit.\/ K.Oschatz,Die Verhuetting der Zinnobererze am Monte Amiata, Die Roestrommel, <\/em>In:<em> Glueckauf \u2013 Berg \u2013 und Huettenmaennische Zeitschrift, n\u00b0 38, Anno\u00a0 1918<\/em><\/p>\n<p>3) <em>Dattiloscritto di Karl Burckart.\/S.Mambrini La miniera e i tedeschi, Abbadia S. Salvatore 1897-1915, Abbadia S.S., Anno 2011.<\/em><\/p>\n<p>4) <em>F.Montuori, A.Di Noto <\/em>(a cura di),<em>\u00a0 Eugenio Montuori Progetti Disegni Acquarelli Olii \u2013 1907-1982, Roma, Anno\u00a0 2007<\/em>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image source=&#8221;featured_image&#8221; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css=&#8221;&#8221; lazy_loading=&#8221;true&#8221;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;] I forni Gould Di fabbricazione americana i forni Gould furono installati tra il 1956 e il 1958. L\u2019impianto \u00e8 composto da quattro forni a tubo (cilindri metallici) di lamiera rivestiti di materiale refrattario. Ogni tubo della lunghezza di circa mt 27 e di larghezza mt 170, era inclinato&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3897,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-3895","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-storici","category-45","description-off"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3895","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3895"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3895\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3913,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3895\/revisions\/3913"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3897"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3895"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3895"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3895"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}