{"id":3384,"date":"2025-05-23T09:42:27","date_gmt":"2025-05-23T07:42:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/?p=3384"},"modified":"2025-06-26T19:01:20","modified_gmt":"2025-06-26T17:01:20","slug":"il-pozzo-impero-poi-pozzo-garibaldi-della-miniera-di-abbadia-san-salvatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/il-pozzo-impero-poi-pozzo-garibaldi-della-miniera-di-abbadia-san-salvatore\/","title":{"rendered":"Il Pozzo Impero poi Pozzo Garibaldi della miniera di Abbadia San Salvatore"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_single_image source=&#8221;featured_image&#8221; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css=&#8221;&#8221; lazy_loading=&#8221;true&#8221;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h4><em>Il Pozzo Impero poi Pozzo Garibaldi della miniera di Abbadia San Salvatore<\/em><\/h4>\n<p><strong>Un po&#8217; di storia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-3388 size-full\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Il-castello-del-Pozzo-Impero-non-ancora-terminato.jpg\" alt=\"Il castello del Pozzo Impero non ancora terminato\" width=\"483\" height=\"688\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Il-castello-del-Pozzo-Impero-non-ancora-terminato.jpg 483w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Il-castello-del-Pozzo-Impero-non-ancora-terminato-211x300.jpg 211w\" sizes=\"auto, (max-width: 483px) 100vw, 483px\" \/><\/p>\n<p><em> Il castello del Pozzo Impero non ancora terminato nel 1942<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo la chiusura della miniera nel 1932, le azioni della Banca Commerciale che controllava il grosso della societ\u00e0 Mineraria Monte Amiata vennero acquisite dall\u2019IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) che divent\u00f2 il nuovo azionista di maggioranza: a seguito di questo avvenimento\u00a0 la sede centrale della societ\u00e0 mineraria venne spostata da Milano a Roma. Nel 1934 l\u2019IRI, in qualit\u00e0 di ente pubblico economico italiano, elabor\u00f2 un piano di salvataggio: la miniera riprese la sua attivit\u00e0 e i\u00a0 forni furono riaccesi nel gennaio 1935. A partire da questi anni i rapporti dei dirigenti della miniera con la classe politica governativa, ma anche con architetti e ingegneri del mondo dell\u2019edilizia, si spostarono in modo pi\u00f9 stretto verso la capitale.<\/p>\n<p>Nel 1939 la societ\u00e0 mineraria decise di avviare la costruzione del Pozzo Impero.(<strong>1<\/strong>) La costruzione del nuovo pozzo, operazione complessa dal punto di vista tecnico minerario per logistica e capacit\u00e0\u00a0 estrattiva, nasceva dalla necessit\u00e0 di potenziare e razionalizzare il sistema di estrazione dei vagoni di minerale dalle gallerie aumentandone la quantit\u00e0 per avere anche una maggiore\u00a0 produzione di mercurio. Fino ad allora il pozzo Mafalda costruito dai tedeschi nei primi anni del Novecento, il pozzo Italia entrato in funzione intorno al 1929 e la discenderia Santa Barbara dei primi anni Venti, e alcuni pozzi interni come il Mezzena, il Roma, il Milano, insieme alle gallerie 22,21 e 11 che sfociavano a giorno, garantivano l\u2019 articolato sistema di estrazione del minerale dal sottosuolo.<\/p>\n<p>Il castello in cemento armato del nuovo pozzo Impero fu progettato dall\u2019ingegnere Vincenzo Di Berardino; aveva sezione circolare di diametro metri 3,80, era rivestito in mattoni, ed alla\u00a0 fine dell\u2019anno 1939 raggiunse la profondit\u00e0 di 21 metri. Nel 1941 il castello esterno in cemento armato con le attrezzature dell\u2019argano (i macchinari che servivano a far salire e scendere la<em> gabbia<\/em>) non era ancora terminato; nel 1942 il pozzo raggiunse in profondit\u00e0 il livello Mezzena. Il livello Mezzena era intitolato\u00a0\u00a0 all\u2019ingegnere Elvino Mezzena vicepresidente della Societ\u00e0 Mineraria Monte Amiata nel 1939, tecnico minerario che aveva diretto\u00a0 anche altre miniere italiane ed era stato\u00a0 insegnante a fine Ottocento anche nella scuola mineraria di Agordo.<\/p>\n<p>Durante la ritirata dei tedeschi nel 1944 il castello del Pozzo Impero fu distrutto, insieme al castello in acciaio del pozzo Mafalda;\u00a0 solo nel 1956,\u00a0 interamente ricostruito,\u00a0 entr\u00f2 in funzione ed ebbe il nuovo nome di Pozzo Garibaldi.<\/p>\n<p>Il progetto del castello in cemento armato del pozzo del 1939 fu ideato e calcolato dall\u2019ingegnere Vincenzo Di Berardino. Questo ingegnere\u00a0 era un professore della Facolt\u00e0 di Ingegneria dell\u2019Universit\u00e0 di Roma nel 1936\u00a0 e nel 1937-38 per il corso di Scienza delle Costruzioni ed ancora fino al 1949. Dal 1951 fino al 1967 fu libero docente per l\u2019insegnamento della materia di Scienza delle Costruzioni sempre all\u2019Universit\u00e0 della Sapienza di Roma ma per la Facolt\u00e0 di Architettura. Suoi articoli sull\u2019utilizzo del cemento armato li troviamo citati nella rivista <em>\u201cL\u2019Industria Italiana del cemento\u201d<\/em> del 1941\u00a0 (<em>Nuovi metodi di calcolo dei sistemi iperstatici pi\u00f9 comuni<\/em>), ed ancora nel numero del luglio &#8211; agosto 1941 (<em>Il calcolo del grande arco per l\u2019Esposizione Universale di Roma<\/em> <em>firmato insieme al Dott. Ing. Antonio Antonelli).<\/em>(<strong>2<\/strong>)<\/p>\n<p>Infatti nel 1938 \u00a0Vincenzo Di Berardino aveva ideato con Adalberto Libera, uno tra i pi\u00f9 importanti architetti italiani, un Arco Monumentale per l\u2019 Esposizione Universale di Roma del 1942 (<em>La Porta del Mare<\/em>) da realizzarsi in metallo e calcestruzzo. L\u2019Esposizione Universale\u00a0 a causa della guerra non ebbe per\u00f2 luogo. Questo progetto di grande arco \u00e8 spesso richiamato nei libri\u00a0 delle realizzazioni monumentali e doveva essere alto 100 metri e largo 200; rimase perci\u00f2 un <em>sogno maestoso seppur vano di design romano<\/em>, ricordato\u00a0 anche in una lettera del 1944 di questo progetto<\/p>\n<p>Di Berardino\u00a0 dove ringraziava uno dei suoi collaboratori, l\u2019ingegnere Alessandro Caponi, deportato nel campo di concentramento nazista di Auschwitz da dove non ritorner\u00e0. (<strong>3<\/strong>)<\/p>\n<p>Un grande arco in acciaio, progettato nel 1947, sar\u00e0 realizzato nel 1963 a Saint Louis negli USA\u00a0 dall\u2019architetto Eero Saarine e avr\u00e0 una altezza di 176 metri e una larghezza di 210.<\/p>\n<p>Il professore Di Berardino fu un importante ingegnere e calcolatore di strutture architettoniche ed ingegneristiche\u00a0 e collabor\u00f2 con importanti progettisti prima e dopo la seconda Guerra Mondiale. Di lui ricordiamo testi importanti di Scienza delle Costruzioni\u00a0 e sul calcolo delle strutture gi\u00e0 nel 1935 e ancora durante il suo insegnamento universitario all\u2019 universit\u00e0 di Roma, come\u00a0 il <em>Prontuario per il calcolo delle travi continue <\/em>del 1947; <em>Il Compendio di Scienza delle Costruzioni <\/em>del 1948 scritto con Paolo Di Berardino, <em>Gli esercizi di Scienza delle Costruzioni <\/em>del 1949; il <em>Compendio di Elettrotecnica del 1949.<\/em><\/p>\n<p>Il Pozzo Garibaldi denominato durante il fascismo Pozzo Impero \u00e8 stato probabilmente una delle poche realizzazioni di Vincenzo Di Berardino. Non sappiamo se la nuova ricostruzione del castello in cemento armato del 1956\u00a0 abbia rispettato e ripreso il disegno originario del 1939 oppure sia stato completamente ricalcolato e disegnato di nuovo come sembrerebbe pi\u00f9 probabile, anche perch\u00e9\u00a0 nella foto del 1942 il castello, in struttura reticolare, ha le aste verticali inclinate mentre quello attuale ne ha una inclinata e una perpendicolare al terreno (una piccola ricerca e verifica negli archivi minerari sarebbe comunque utile per sciogliere certi dubbi).<\/p>\n<p>Il Pozzo Garibaldi rappresenter\u00e0 a partire dal 1956 il cuore dell\u2019area di estrazione del minerale della miniera e per la discesa in galleria dei minatori, insieme alla galleria 22 che sfociava a giorno alla stessa quota dell\u2019esterno del pozzo. Quegli spazi subiranno degli importanti interventi di meccanizzazione e razionalizzazione legati alla loro funzione estrattiva e di preparazione del minerale da mandare ai forni di cottura; ed anche gli edifici e i manufatti all\u2019intorno saranno riorganizzati. Il pozzo verr\u00e0 approfondito fino alla galleria di Ribasso a \u00a0-200 dal livello interno Serdini che nella nuova classificazione dei livelli interni costituiva il livello 0 (mt 711,56 slm), ed era 193,93 metri sotto il livello della galleria 22 (905,49 mslm) alla stessa quota\u00a0 del <em>boccapozzo<\/em> (l\u2019esterno del pozzo). La galleria di Ribasso, che sfociava a giorno, \u00a0verr\u00e0 messa in comunicazione con il Pozzo Garibaldi nel 1968 il quale raggiunger\u00e0 la profondit\u00e0 di\u00a0 393 metri.(<strong>4<\/strong>)<\/p>\n<p>Il castello di estrazione oltre a rappresentare\u00a0 una immagine simbolico &#8211; monumentale della miniera di Abbadia San Salvatore costituisce una realizzazione significativa delle opere in cemento armato tra gli anni Quaranta e Cinquanta del Ventesimo secolo. Tra le strutture in cemento armato realizzate dalla miniera ricordiamo l\u2019edificio contenente i\u00a0 forni Gould del 1956, recentemente oggetto del rifacimento del tetto e di alcune parti delle pareti in vetrocemento e, l\u2019edificio delle Terme che \u00e8 stato oggetto di un intervento di consolidamento, recupero e ristrutturazione da parte dell\u2019amministrazione comunale.<\/p>\n<p>Il tema delle strutture in cemento armato costituisce un argomento di difficile soluzione ma coinvolgente, che investe, istituzioni, cultura e societ\u00e0 a livello nazionale (se solo pensiamo alle grandi realizzazioni in calcestruzzo di importanti progettisti come ad esempio le opere di Pier Luigi Nervi) riguardo le politiche di conservazione e riutilizzo.<\/p>\n<p>Nel progetto del Parco Museo Minerario, recepito e articolato nel Piano Attuativo del 2016, l\u2019area del Pozzo Garibaldi e dell\u2019ingresso della galleria 22 costituisce il Percorso dell\u2019Escavazione. Questi spazi sono\u00a0\u00a0 gi\u00e0 visitabili all\u2019esterno con l\u2019accompagnamento delle guide del museo in quanto l\u2019area, dopo un intervento di bonifica che ha portato alla demolizione delle tettoie del binario di carreggio,\u00a0 ha\u00a0 avuto una prima sistemazione esterna. E\u2019 stata realizzata una platea di calcestruzzo dove sono collocati dei binari e alcuni vagoni; sono stati rifatte le coperture della sala dei compressori e del fabbricato dell\u2019argano. Per completare il recupero\u00a0 per\u00f2 sono necessari ulteriori piccoli interventi di sistemazione esterna, la finitura con nuovi intonaci esterni e le tinteggiature dei due manufatti, il restauro o il rifacimento delle nuove porte e finestre. All\u2019interno si dovr\u00e0 prevedere la ripulitura degli ambienti, eventuali rifacimenti totali o parziali degli intonaci, la manutenzione delle pavimentazioni in calcestruzzo, una\u00a0 illuminazione di base. Con un progetto museografico si dovr\u00e0 realizzare un\u00a0 percorso espositivo corredato di eventuali pannelli didattici o l\u2019installazione di sistemi di narrazione digitali e con\u00a0 una illuminazione scenografica. Non si tratta di un grande e costoso intervento ma questo percorso va studiato bene perch\u00e9 gli spazi\u00a0 sono angusti per la presenza di macchinari e quindi far muovere un gruppo di 20\/30 visitatori accompagnati dalla guida va pensato con attenzione. Va ad esempio\u00a0 individuato uno spazio dove poter sistemare in circolo il gruppo, per raccontare e spiegare gli ambienti: perch\u00e9 una caratteristica attuale del flusso di visitatori del museo \u00e8 la presenza a gruppi. E\u2019 previsto anche il\u00a0 recupero di un piccolo manufatto da destinare a servizi igienici e come saletta, possibilmente riscaldata, dove collocare delle panche o sedie\u00a0 per interloquire con il\u00a0 turista e prepararlo alla visita\u00a0 raccontando il luogo e il mondo delle gallerie. Dalla zona del Pozzo Garibaldi\u00a0 si potr\u00e0 poi continuare la visita all\u2019area dell\u2019ingresso della galleria 22. Nel prossimo post presenteremo una scheda storica sull\u2019area della galleria 22.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1<\/strong>) Durante il fascismo la propaganda di regime evidenziava il\u00a0 parallelismo tra il fascismo e l\u2019antica Roma. Con la fine della Guerra d\u2019Etiopia nel\u00a0 1936 era stato annunciato la nascita dell\u2019impero, da qui le dediche di molte opere all\u2019<em>Impero.<\/em> Lo stesso anno si firm\u00f2 il trattato di amicizia tra Italia e Germania.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>) Nella materia degli studi di scienza delle costruzioni ricordiamo un nativo di Abbadia, figlio di minatore: Danilo Capecchi (nato nel 1948) laureato in ingegneria civile, matematica e filosofia, professore di Scienza delle costruzioni all\u2019Universit\u00e0 la Sapienza di Roma, di Napoli e l\u2019Aquila\u00a0 e autore di diversi testi\u00a0 su questa materia.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong>) <em>T.Migliore, M.Colas-Blaise <\/em>(a cura di)<em>, Semiotica del formato, Misure, peso, volume, proporzioni, scala. <\/em>(Su Google)<\/p>\n<p><strong>4<\/strong>) Per la storia della miniera e notizie sul pozzo di Abbadia San Salvatore si veda il libro consultabile su questo sito: <em>La Miniera di Mercurio di Abbadia San Salvatore.<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-3392 size-full\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Il-grande-arco-monumentale.jpg\" alt=\"Il grande arco monumentale\" width=\"364\" height=\"518\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Il-grande-arco-monumentale.jpg 364w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Il-grande-arco-monumentale-211x300.jpg 211w\" sizes=\"auto, (max-width: 364px) 100vw, 364px\" \/><\/p>\n<p><em>Il grande arco monumentale ideato per l\u2019Esposizione Universale di Roma del 1942 (Da Wikipedia)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-3393 size-full\" src=\"http:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Il-castello-del-Pozzo-Garibaldi.jpg\" alt=\"Il castello del Pozzo Garibaldi\" width=\"458\" height=\"684\" srcset=\"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Il-castello-del-Pozzo-Garibaldi.jpg 458w, https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Il-castello-del-Pozzo-Garibaldi-201x300.jpg 201w\" sizes=\"auto, (max-width: 458px) 100vw, 458px\" \/><\/p>\n<p><em>Il castello del Pozzo Garibaldi<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]Maggio 2025<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right;\">\u2014 A cura di Stelvio Mambrini<\/h4>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image source=&#8221;featured_image&#8221; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css=&#8221;&#8221; lazy_loading=&#8221;true&#8221;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;] Il Pozzo Impero poi Pozzo Garibaldi della miniera di Abbadia San Salvatore Un po&#8217; di storia &nbsp; Il castello del Pozzo Impero non ancora terminato nel 1942 &nbsp; Dopo la chiusura della miniera nel 1932, le azioni della Banca Commerciale che controllava il grosso della societ\u00e0 Mineraria Monte&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3386,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-3384","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-storici","category-45","description-off"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3384","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3384"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3384\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3394,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3384\/revisions\/3394"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3386"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3384"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3384"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museominerario.it\/2018\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3384"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}