L'uso dell'energia elettrica costituì l'elemento più innovativo delle condizioni tecnico - produttive della miniera di Abbadia San Salvatore. L'energia elettrica era necessaria per garantire l'aerazione delle gallerie (ventilatori), per estrarne l'acqua (pompe), per illuminare lo stabilimento metallurgico e per alimentare i motori degli argani e dei compressori. Nell'officina in un primo tempo si eseguirono soltanto lavori di manutenzione del materiale elettrico (lampade, prese, interruttori, parafulmini, ecc.). In seguito, si gestirono le centrali idroelettriche che fornivano l'energia non soltanto alla miniera, ma anche al paese di Abbadia San Salvatore e agli impianti dei giacimenti estrattivi di Bagni San Filippo. Tali centrali venivano alimentate con una tubazione forzata che raccoglieva sia l'acqua delle fognature del paese, sia quella disponibile prelevata da due laghetti artificiali costruiti alla periferia del centro
abitato. Dal 1960 nell'officina elettrica lavoravano circa 30 operai.

 
L'Officina Elettrica